Giuseppe Arcidiacono, un vero genio de non dimenticare

 

Giuseppe Arcidiacono, Pippo, era figlio della Sicilia, dove settant’anni fa era nato, ad Acireale, e della sua terra conservò la vitalità intellettuale e la saggia pacatezza.
Fisico dal 1951 divenne presto l’allievo prediletto di Luigi Fantappié, che conobbe all’Istituto di Alta Matematica di Roma, fondato da Severi. Qui sviluppò le sue ricerche sulla “relatività proiettiva” e sulla “magnetodinamica” per le quali, a trent’anni ricevette il premio per la Matematica dall’Accademia Nazionale dei Lincei. Lo stesso anno è a Parigi all’Istituto Henry Poincairé. Nel ’63 vince il premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Poveri riconoscimenti a un uomo che fu un vero genio matematico.
Nei suoi ultimi trenta anni di attività è Professore di meccanica superiore all’Università di Perugia. Socio attivo del Centro Internazionale di Comparazione e Sintesi, ne diveniva, dopo la morte di Fantappié, il principale riferimento e l’ispiratore.
Il pensiero di un matematico della grandezza di Arcidiacono raggiunge dimensioni e grandezze che il povero naturalista non conosce. Esso non abita solo il nostro universo empirico, ma una varietà di Universi possibili, vive nello spazio non rappresentabile, nell’iperspazio a quattro o più dimensioni, che è una complicata matematica e insieme una strana favola, un Paese delle Meraviglie.
“Se supponiamo che l’Universo è globalmente ipersferico e localmente a struttura variabile, scriveva nel ’91, possiamo costruire la Relatività Generale Proiettiva, che include entro un unico schema i principali risultati delle teorie gravitazionali e di quelle unitarie”.
Da quando aveva trent’anni Arcidiacono vola nei suoi universi ipersferici, e si posa nella quotidianità di una vita di famiglia, di scrivania, di insegnamento. Io credo che egli avesse delle risorse spaziali e temporali più grandi delle nostre.
Il suo tempo poteva muoversi a rovescio, dal futuro al presente. In questa direzione procedono quei fenomeni che Fantappié aveva chiamato “sintropici”, cioè che vanno verso l’ordine , e si identificano con i fenomeni più tipici e più misteriosi della vita. Con queste teorie egli si opponeva al destino di decadenza e disordine, che la fisica ha imposto al mondo, sostenendo, su base matematica, un principio di ordine che oltre a una teoria matematica è una visione religiosa.
Egli credeva che il mondo è guidato da un principio di finalità, che ci proietta verso il futuro, che dà quindi una ragione alla morte, all’aldilà. Se c’è una sintropia dell’anima, essa procede, dalla inquietudine e dalla incompiutezza della vita terrena, verso un futuro superiore di ordine e di pace.
Questo è, in qualche modo, anche la speranza cristiana che non abbandonò il nostro dolce amico, neppure nei lunghi mesi della malattia e dell’inattività.
Che egli abbia trovato la via per l’eterna pace e la soluzione al suo teorema, e seguiti ad ispirarci, e noi che rimaniamo (per quel che Dio ci concederà) qui nel tempo disordinato del mondo, con i suoi modelli di pensiero e il suo modello di vita. Egli si unisce, dopo pochi giorni, al destino del suo fratello Salvatore, gemello di sangue e di tante battaglie.
A nome del Centro Internazionale di Comparazione e Sintesi, desidero rivolgere alla moglie Maria e ai figli Francesco e Carlo un pensiero di affettuosa tenerezza e un ringraziamento per le cure prodigate al nostro amico perduto. Beato il morto che rimane affidato al ricordo e all’amore di persone così dolci e devote.

Arrivederci Professore

Arrivederci, Pippo.

 GIUSEPPE SERMONTI

 

 


I libri di Giuseppe Sermonti sono pubblicati presso Di Renzo Editore

 

 

 

Autore Titolo Sottotitolo ISBN Prezzo €
Giuseppe Sermonti Scienziati nella tempesta Profeti e Professori 8883230566 12.00
Giuseppe Sermonti La scienza vestita di fiaba Nove commedie per voci bianche e due indovinelli 8883230914 11.50

 

 

 

 

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