L'incontro
Settembre 2005.
Zero, infinito, immaginario
Giuseppe Arcidiacono
Di Renzo Editore
Il mondo della matematica è
proprio così strano?
di D. Fortunato
La matematica può essere
considerata da tutti come la prima delle scienze, proprio perché ci
fornisce un linguaggio universale, valido ovunque e in ogni tempo.
Sono le parole di
Giuseppe Arcidiacono, autore di un bellissimo libro da poco
pubblicata (Zero, infinito, immaginario -
Di Renzo Editore).
La matematica, egli scrive, pur essendo precisa e rigida come la
logica, è tuttavia così flessibile e sensibile da adattarsi a tutte
le esigenze: con la matematica siamo in grado di superare barriere
dello spazio e del tempo e comprendere la struttura della geometria
e le leggi che governano il cosmo.
È vero che molti hanno una
difficoltà enorme a comprendere anche le basi più semplici di questa
disciplina, ma molte volte, a parere anche di Arcidiacono, questo
può essere dipeso anche da cattivi insegnamenti. Chi insegna la
matematica (ma forse vale per tutte le discipline) non solo deve
conoscerla, ma anche amarla, sentirla dentro di sé, essere pervenuti
a conoscere l’essenza della materia, la sua filosofia, il suo
obiettivo intrinseco.
Solo così si possono comprendere
cosa sono i numeri immaginari, i frattali, i logaritmi e tanti altri
concetti che tutti i giorni ci capita di incontrare
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