L'incontro n. 14
settembre 1992
pag. 6
La relatività dopo Einstein
Giuseppe Arcidiacono
Di Renzo Editore
E dopo la teoria di Einstein?
È stato da poco
pubblicato un buon libretto che affronta un particolare aspetto di
quella che è la relatività
dopo Albert Einstein e cioè la teoria degli universi ipersferici. (Giuseppe
Arcidiacono - La relatività dopo Einstein –
Di Renzo Editore)
È un tentativo che l’autore segue da diversi anni e che parte dalla
teoria degli universi di
Luigi Fantappié, una teoria che è basata sul gruppo di Fantappié
(il gruppo «proiettivo» di Fantappié).
In tal modo, secondo l’autore, si trova una legge di addizione delle
durate simile a quella di addizione delle velocità della relatività
ristretta di Einstein, e quindi si trova anche una durata limite,
che a prima vista può sembrare enigmatica, è legata al fatto che
nella geometria non euclidica ogni punto sta sempre a distanza
infinita dai punti dell’assoluto (che si presentano, questi ultimi,
come singolarità iniziale, finale).
Il gruppo di Fantappié fornisce anche la legge di espansione (o,
viceversa, di collasso) dell’Universo e lo spostamento verso il
rosso con in più la possibilità di velocità superiori a quelle della
luce è costante e non può essere superata solo localmente; ma le
velocità di recessione delle galassie sfuggono a tale limite perché
esse sono praticamente in quiete in uno spazio che si espande con
velocità che può essere iper-c. Quindi è possibile che alle
grandi distanze esistano oggetti, come le quasar, che si allontanano
da noi a velocità iper-c).
Infine, secondo l’autore la relatività proiettava cioè il gruppo di
Fantappié permette anche di superare la contraddizione che sembra
esistere tra distanza di una quasar, ricavata dalla velocità di
fuga, e dimensioni dell’Universo al tempo in cui la quasar ha emesso
la luce che oggi percepiamo.
Ovviamente uno può essere d’accordo o non con l’autore, ma,
comunque, è un libretto che vale la pena di leggere.
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